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Discarica Corcolle: inopportuna e incompatibile

Il Ministro Clini illustra il Piano Rifiuti per Roma. Nel versante orientale della città vincoli di natura idregeologica e archeologica. Veti anche su altri siti. Il 30 aprile un accordo di programma

Villa Adriana: Teatro Marittimo

Inopportuna per la prossimità con il sito archeologico di Villa Adriana e presumibilmente non compatibile per evidenti problematiche di natura idrogeologica. Questi i due fattori che sembrerebbero allontanare l’ipotesi della discarica di Corcolle - San Vittorino come sito temporaneo dove poter ospitare l’immondizia romana del post Malagrotta. A presentarli stamattina, dopo la richiesta di intervento dello scorso 10 marzo, il Ministro Corrado Clini, nel corso dell’incontro tenutosi in via Cristoforo Colombo con la Regione Lazio, il Comune di Roma, la Provincia di Roma e il commissario governativo per la chiusura della discarica di Malagrotta. Un documento che propone il passaggio da una prospettiva di sola emergenza alla previsione di un vero “piano speciale per Roma” basato su una prospettiva organica che dovrebbe puntare alla piena efficienza del ciclo integrato dei rifiuti.

PIANO RIFIUTI: Logica del dicastero che tende verso un approccio in chiave industriale del problema rifiuti, con l’intento di trasformarlo da costo a risorsa economica. Un Piano Rifiuti per Roma che sarà disponibile da domani che dovrebbe illustrare le misure atte a prevenire l’emergenza secondo le normative europee e nazionali, con l’intento di avviare in modo contestuale un programma per garantire la gestione integrata del ciclo dei rifiuti di Roma.

INCOMPATIBILE E INOPPORTUNA: Incontro di stamattina che ha poi indicato nello specifico le valutazioni riguardo ai sette siti individuati nell’arco di tempo intercorso tra l'ultima emergenza Malagrotta e l’incontro di stamattina. Tra questi la cava individuata nella zona di Corcolle - San Vittorino. Un’area in relazione alla quale il Ministero parla chiaro: “La  soluzione inerente il sito di Corcolle si ritiene inopportuna anche per la prossimità con il sito archeologico di Villa Adriana”. Congiunzione che fa riferimento anche ad un altro fattore escludente: “Una soluzione comprendente i siti interessati da evidenti problematiche di natura idrogeologica (Corcolle, Riano Quadro Alto e Pian dell’Olmo), appare non compatibile, fatta salva la preventiva ed effettiva dimostrazione di realizzabilità, stabilità e convenienza anche economica di barriere impermeabili ingegnerizzate idonee a superare nel lungo termine qualsiasi ipotesi di eventi tali da pregiudicare la qualità dell’ambiente nelle aree limitrofe, con danno alla salute dell’uomo”.

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CORCOLLE: Incompatibile e inopportuna. Resta da comprendere se veramente la periferia e la provincia orientale della città si siano liberate dall’incubo immondizia. Ponte Lupo, l’Antica Città di Gabii e quella di Pedum, la via Francigena, il Castello di Corcolle, il Santuario di San Vittorino, l’Agro Romano Antico, la Villa di Adriano sembrerebbero poter tirare un sospiro di sollievo. Un condizionale d’obbligo che non risolve certamente la questione immondizia, con una proroga su Malagrotta che potrebbe determinare ‘bacchettate’ da parte dell’Europa, e la ricerca di nuovi siti eventuali nei quali ripartire “come soluzione residuale ove conferire entro il 2014 non più del 20% del rifiuti trattati”. Restano le battaglie dei comitati, dei movimenti, delle associazioni, dei consorzi, di amministratori di questo o quello schieramento politico, di uomini della cultura e dello spettacolo, di studiosi e professionisti, di imprenditori e agricoltori, di informazione e contro informazione, che da Corcolle a Tivoli, passando la Comunità Europea e petizioni che hanno fatto il giro del mondo, hanno manifestato il loro dissenso al fianco dei tanti cittadini che a partire dal primo giorno di indignazione hanno portato, e porteranno sicuramente avanti, una strenua battaglia per sostenere tre semplici parole : “No Discarica a Corcolle”.

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