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Castelverde B4: fogne a cielo aperto e discariche, residenti in ginocchio

Dal comitato "Cerquete 2003" la denuncia: "Aspettiamo ancora le opere di urbanizzazione, siamo esasperati"

Aspettano ancora le opere di urbanizzazione ma soprattutto aspettano bonifiche e dissequestri. E mentre aleggia l'ipotesi della certosa inclusiva, gli abitanti del piano di zona Castelverde B4 si chiedono su cosa siano state costruite le loro case. 

Discariche, aree sequestrate e fogne a cielo aperto

"Le prime richieste di bonifica risalgono al 1999 - ha detto Giusy Rotunno, presidente del comitato Cerquete 2003 - Non sono mai state effettuate ma dopo quell'anno sono state costruite le nostre case. Cosa c'è qua sotto?" ha aggiunto, con carte alla mano e con la determinazione di chi è pronto ad avviare una nuova battaglia perché di lottare non ha mai smesso. Nel giugno del 2017, la giunta Raggi ha approvato una delibera per acquisire al patrimonio tutte le costruzioni che insistono nel piano di zona ma da allora "Non si è visto ancora nulla" hanno spiegato i residenti. In quest'area quello che si vede, infatti, sono sversamenti di rifiuti, incendi, casali abbandonati, e intere zone sequestrate. "L'ultimo sequestro è avvenuto a marzo, con la fogna a cielo aperto" ha spiegato Rotunno: un'enorme pozza composta da liquami che mette in ginocchio i residenti. 

Raggi boccia l'iter per la Certosa inclusiva, il comitato: "Ha fatto bene"

Non lontano da via delle Cerquete c'è l'area dei casali per la quale APS Associazioni e Fondazioni onlus ha proposto un progetto: la certosa inclusiva, avallato dal municipio ma bocciato da Campidoglio perché irrispettoso di una serie di condizioni tra cui "alcune aree individuate sono fuori dal perimetro del piano di zona" e ancora "l'obbligo è di mantenere in buono stato di manutenzione il bene e non di trasformarlo" e infine "Non costituendo la proposta in esame un'opera pubblica, ma al più opera privata di interesse pubblico, non risulta possibile attivare una specifica conferenza dei servizi sulla base di un progetto definitivo, peraltro non acquisito“ si legge nella lettera della prima cittadina. 
"Questo luogo va si tutelato ma va soprattutto reso vivibile e riportato al decoro, mancano le opere di urbanizzazione, le bonifiche, non si può impattare così tanto su un territorio già martoriato" ha concluso Rotunno. 

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